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"Tellurica - Racconti dal cratere" il film da #SismaEmilia. Le ragioni dell'originalità del prodotto cinematografico. #cinemaindipendente #filmitaliano #terremotiemilia

Conferenza stampa di presentazione del progetto #SismaEmilia per il film "Tellurica - racconti dal cratere" #filmindipendente #terremotiemilia #cinema #cortometraggi

Newscron #App da una #startup per aggregare notizie in modo personalizzato

Newscron, da una startup l'aggregatore di news su App

agoravox.it

23 febbraio 2014, Rovereto sulla Secchia. Si è appena conclusa la prima giornata di riprese del cortometraggio “L’Anniversario” di Francesco Barozzi, protagonista Roberto Herlitzka - candidato all’Oscar per il film “La Grande Bellezza” di Sorrentino - accanto all’attrice modenese Beatrice Schiros. Nell’immagine in anteprima Herlitzka e Barozzi, scatto inedito di Nicola Xella.

"Io non ti conosco", l'esordio alla regia di Stefano Accorsi. #cortometraggio #storytelling #love #amore

  • Barbara Gozzi

    Una short story dove Stefano Accorsi si è messo in primo piano in diversi ruoli: autore di soggetto e sceneggiatura assieme a Francesco Bruni e Marianna Cappi, regista, e protagonista maschile. Restando sul piano commerciale, il corto è stato messo in palisensto il 14 febbraio scorso su Sky Cinema 1, un debutto tutto sommato azzeccato considerandone tematiche e atmosfere.

  • Barbara Gozzi

    In quattordici minuti s'assiste a una storia che si dipana con estrema chiarezza tra i gesti quotidiani di una famiglia come tante, due sposi - evidentemente belli e sorridenti in cui immedesimarsi - e una figlia allegra e spensierata in location di periferia con atmosfere luminose.

  • Barbara Gozzi

    Il punto di rottura arriva all'improvviso, nel plot, ci sono alcuni veloci dettagli che danno modo allo spettatore di sistemare il puzzle di azioni e reazioni, andando a completare un quadro finale che tenta la decostruzione dell'immaginario della 'famiglia felice' nonostante le dichiarate aspettative del protagonista maschile.

  • Barbara Gozzi

    Una storia giocata sui semplici chiaroscuri della routine di tante coppie, con il finale si poteva osare di più ma resta una visione delicata, che non punta sul 'grande stupore', quasi uno di quei racconti proposti davanti al fuoco, in una notte di fine estate.

Originariamente L’essenza delle cose faceva parte di una narrazione corale iniziata nella primavera 2011. Nel settembre 2012 ne ho perfezionato l’identità autonoma anche grazie agli spunti di Antonio Paolacci. La storia può essere letta free online dalla piattaforma Issuu che permette di fruire di numerosi documenti sfogliabili come eBook, ingrandendo e riducendo le pagine virtuali, scorrendo indici. #storytelling #racconti

Recensione a "Istruzione per la manutenzione del parquet" di Wiles Will. Esordio interessante, a mio avviso, questo di Will Wiles, settantottino dal percorso che lo porta a lasciare il mestiere di editor per lanciarsi nel giornalismo come freelance e scrittore. Si sente, in effetti, in ogni pagina l’approccio consapevole, l’uso linguistico di chi è padrone di strumenti, elementi e strutture.

  • Barbara Gozzi

    E si sente anche, forte e chiaro, il suo incedere, lo stesso che si può in parte rintracciare in taluni pezzi pubblicati come “Unhappy? Clean house”, uscito sul New York Times lo scorso 23 marzo: in quest’articolo semplice e strutturato, Wiles ripercorre rapidamente e con sottile umorismo quanto realismo, le tappe ‘evolutive’ degli early modernists alla conquista della perfezione domestica. Iniziando con una domanda che secondo me chiarisce tutto: When did people start believing that the good life was dependent on domestic perfection? (e concludendo con un ricordo-significato che da solo vale la lettura: I like to remember the architect Cedric Price. Confronted by a client who wanted to turn his life around with a new house, Mr. Price suggested that what he really needed was a divorce.)

  • Barbara Gozzi

    Mi sono dilungata sull’articolo perché ho l’impressione che Wiles sia un autore perennemente connesso con tematiche, dinamiche, analisi, logiche e situazioni di cui si è occupato e interessato a diversi livelli. Anche nel “Istruzioni per la manutenzione del parquet”, infatti, ci sono precisi riferimenti alle stanze e all’appartamento nel complesso di un personaggio come ‘luogo in cui aspettarsi qualcosa’ sia dal personaggio stesso che infatti tratta tutto con ossessiva precisione, quanto dal narratore-protagonista (“… se avessi avuto un posto migliore sarei stato un uomo migliore”, dirà a un certo punto, non aggiungo altro per non guastare il piacere della lettura).

(#articolo di Cinzia Giorgio) Lo scorso marzo è uscito l’in-book ”Un reggiseno imbottito” (inbooki, 2013). Gli in-book sono una delle tante evoluzioni dell’#editoria #digitale: #ebook tecnologici e interattivi ...

  • Barbara Gozzi

    Abbiamo chiesto a Barbara di spiegarci l’evoluzione del suo racconto per meglio comprendere il suo esperimento letterario: “La storia non l’ho dovuta cercare o immaginare. Tutto è iniziato il 27 giugno 2012. Da un fatto privato, pian piano, si è sviluppata la narrazione del racconto. In realtà avevo già iniziato una forma di storytelling social, senza però averlo premeditato o programmato: ho scattato fotografie con l’iPhone, durante “il fatto privato” e nei giorni successivi. Infine si è aggiunta una breve registrazione audio. Ho scoperto di aver automaticamente raccolto ‘briciole’. Così si è sviluppato il processo creativo.

  • Barbara Gozzi

    La scrittura è arrivata sull’onda di quanto raccolto, immagazzinato. Ero certa di una cosa sola: non volevo scrivere un grande romanzo di famiglia, né un dramma tra malattia, morte e colpi di scena. Non ho saputo esattamente ‘cosa-era’ questo racconto fino alla seconda stesura, dove ho cercato di perfezionare la scrittura, cercando di mantenere un doppio registro con visioni d’insieme diverse: una più vicina, intima, quasi un riassunto privato, l’altra chirurgica dove non c’è posto che per i fatti, le voci, i gesti e accadimenti. Ho cercato di epurare la componente emotiva quanto il mio coinvolgimento intimo. Ho registrato e raccontato. L’InBook che è poi stato pubblicato l’8 marzo nella piattaforma InBooki nata da una startup promettente – di fatto è un ebook interattivo dove si possono scegliere i percorsi di lettura, vedere le immagini dentro il racconto e sentire l’audio della registrazione senza muoversi dalle pagine virtuali. E’ l’esatta modalità con cui si può cogliere appieno il processo creativo e tutte le parti a comporre questa piccola, strana, storia.”

Quello dell’immagine è il volume che contiene l’episodio 8 – 9 – 10 della Stagione 1 con le storie di: Alexandra Merizzi “Ana”, Cinzia Carta “I dadi” e Barbara Gozzi “L’argine”.

  • Barbara Gozzi

    L’argine è una storia che risale esattamente all’aprile 2010, in un momento di passaggio per me, e l’ho vista proprio in un posto importnate non soltanto per quel periodo ma per tutta una fase che stavo vivendo, decisamente formativa come fase (anche se all’epoca, 3 anni fa, non ne avevo consapevolezza). L’argine è quel posto. Bg

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