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Nonno Guido

"I miei novant'anni", libro di racconti di mio nonno, traccia uno spaccato di Rimini e dell'Italia lungo tutto il Novecento

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Nonno Guido

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Nonno Guido e l'arte di arrangiarsi: il racconto "Le voliere"

Sfollati dal contadino Marchet: "Da Marchet ci adattammo come meglio si poteva: il contadino non era molto garbato; la persona più disponibile era la Gina, moglie del contadino Guido; poi conoscendoci meglio si formò un certo rapporto buono ma l’unica persona che rimase antipatica fu la sorella del contadino, Aldina, un’acida zitella"

Il bombardamento avvenne in due riprese. Quel giorno avevo appena finito di mangiare che vi fu l’allarme e scappai a tutta velocità, attraversai il palazzo Ghetti e corsi verso la campagna mentre con rombo terribile si avvicinavano i bombardieri. Mi buttai subito a terra e guardando verso l’alto vidi sganciare le bombe che arrivavano a terra con fracasso infernale.

Mia moglie - parte 1. Rimini, 1929: l'inizio di una storia d'amore durata 60 anni

Rimini anni Venti: il Teatro nel Palazzo Castracani

1923: Il servizio militare. Cassano d’Adda, Milano, la “Casa del soldato”

Il servizio militare: il tiro al bersaglio, la licenza, il campo

L'incendio al Grand Hotel - Il 14 luglio 1920 presero fuoco le due cupole. L'incendio destò l'atto coraggioso e di grande altruismo di Anacleto Ricci, giovane cugino di Nonno Guido, che morì in seguito alle ferite riportate

"Vissi d'arte": ...l’arte per me è la mediatrice tra natura e uomo. Scrive Delacroix: “La prima virtù di un dipinto è essere una festa per gli occhi”. Un solo pensiero riconoscente innalzato a Dio è la cosa più bella.

Il terremoto del 1916

Il tram a cavalli e i fuochi d'artificio

La fiumana del 1910

E Spranghin: Un giorno si fermò in piazzetta Augurelli, oggi piazzetta Zavagli, col suo furgonvino a pendale uno sprangatore; l’uomo urlò “l’è arrivat e spranghin, chi ha di tighem, di piatt e qualunque cosa da spranghè me a so prount a fe e lavour”

La scuola elementare - parte 2: "n quella occasione il maestro disse che era una vergogna il come era stato svolto in tema: “Solo uno ha descritto un vero eroismo e ve lo voglio leggere”. Mentre lo leggeva tutti si domandavano chi l’avesse scritto. Io ero senza parole, i compagni mi domandavano se l’avevo scritto io, ma ero meravigliato e non riuscivo a dire una parola; finita la lettura, lesse anche il mio nome; mi aveva dato 7+, un voto molto alto per quel maestro"

San Martino in Venti - Questa fotografia era stata inviata in Egitto al corista Albani nonno di Corrado, che si trovava là in tournee a cantare nell’opera Aida. Nella foto gli amici del bel canto, mio babbo è con la bottiglia in mano

L'amore di mia mamma

Passato indenne attraverso due guerre e tante piccole grandi tragedie, ciò che lo ha sempre caratterizzato sono state due cose, principalmente: una fiducia incrollabile nella bontà del destino e un amore quasi adolescenziale per tutto ciò che esiste: la natura, le cose, le persone, il creato.