|Asteroide B329| - Fotografia  L’autore si diverte a trasformare con la sua camera il paesaggio in una sfera, in un mondo lontano.  Come nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Il pianeta Night ricorda l’asteroide B329 abitato dal lampionario costretto a riaccendere continuamente il lampione la cui fiamma si spegne dal moto vorticoso del pianeta.

|Asteroide B329| - Fotografia L’autore si diverte a trasformare con la sua camera il paesaggio in una sfera, in un mondo lontano. Come nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Il pianeta Night ricorda l’asteroide B329 abitato dal lampionario costretto a riaccendere continuamente il lampione la cui fiamma si spegne dal moto vorticoso del pianeta.

|Somiglianze tra uomini e Animali| - Fotografia Come nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Sul Pianeta S un gregge di pecore si chiude a cerchio intorno a un albero secolare, solo il loro pastore sa interpretare i loro comportamenti, come solo il Piccolo Principe ha saputo intravedere lo stato d’animo dell’abitante dell’asteroide B327.

|Somiglianze tra uomini e Animali| - Fotografia Come nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Sul Pianeta S un gregge di pecore si chiude a cerchio intorno a un albero secolare, solo il loro pastore sa interpretare i loro comportamenti, come solo il Piccolo Principe ha saputo intravedere lo stato d’animo dell’abitante dell’asteroide B327.

|Asteroide B330 - il Geografo| Fotografia Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Il pianeta Dusk potrebbe ricordare l’asteroide B330. Suo unico abitante è il geografo, vecchio sapiente che trascorre le sue giornate trascrivendo le informazioni degli esploratori che incontra. Il suo pianeta è vasto, ma lui non sa se ci siano fiumi o montagne «lui è una persona troppo importante per partire alla loro ricerca».

|Asteroide B330 - il Geografo| Fotografia Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Il pianeta Dusk potrebbe ricordare l’asteroide B330. Suo unico abitante è il geografo, vecchio sapiente che trascorre le sue giornate trascrivendo le informazioni degli esploratori che incontra. Il suo pianeta è vasto, ma lui non sa se ci siano fiumi o montagne «lui è una persona troppo importante per partire alla loro ricerca».

|Pianeta del Vanitoso Piccolo Principe| - Immagine Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana.  Sul Pianeta F un piccolo rospo rimane immobile per farsi fotografare. Al pari del Vanitoso dell’asteroide B326, il piccolo anfibio vuole essere ammirato in tutto il suo splendore senza che qualcuno o qualcosa possa distrarci dalla sua presenza.

|Pianeta del Vanitoso Piccolo Principe| - Immagine Ogni pianeta visitato dal Piccolo Principe può essere considerato una metafora della natura umana. Sul Pianeta F un piccolo rospo rimane immobile per farsi fotografare. Al pari del Vanitoso dell’asteroide B326, il piccolo anfibio vuole essere ammirato in tutto il suo splendore senza che qualcuno o qualcosa possa distrarci dalla sua presenza.

Se la cucina è arte, solo i grandi maestri posso trasmetterla e diffonderne il vero significato. E’ con questo intento che Gualtiero Marchesi, insegnante dei più illustri chef italiani quali  Carlo Cracco, Davide Oldani, Andrea Berton, Enrico Crippa, Paolo Lopriore …, ha fondato al Scuola di Cucina Internazionale ALMA. I suoi piatti sono creazioni sensoriali che colpiscono non solo il gusto, ma anche la vista.

Se la cucina è arte, solo i grandi maestri posso trasmetterla e diffonderne il vero significato. E’ con questo intento che Gualtiero Marchesi, insegnante dei più illustri chef italiani quali Carlo Cracco, Davide Oldani, Andrea Berton, Enrico Crippa, Paolo Lopriore …, ha fondato al Scuola di Cucina Internazionale ALMA. I suoi piatti sono creazioni sensoriali che colpiscono non solo il gusto, ma anche la vista.

La presentazione del piatto è l'espressione delle intuizioni dello chef, niente è scontato! -cit. Alimentipedia.it-  Come qualsiasi artista demiurgo lo chef Scabin crea sulla sua tela di ceramica bianca un’opera d’arte, che ben potrebbe definirsi appartenente alla corrente dell’Eat Art. Nella cornice del Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, le ricette del Maestro affascinano i visitatori per l’esperienza sensoriale che sanno trasmettere. Colori, profumi e gusto …

La presentazione del piatto è l'espressione delle intuizioni dello chef, niente è scontato! -cit. Alimentipedia.it- Come qualsiasi artista demiurgo lo chef Scabin crea sulla sua tela di ceramica bianca un’opera d’arte, che ben potrebbe definirsi appartenente alla corrente dell’Eat Art. Nella cornice del Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, le ricette del Maestro affascinano i visitatori per l’esperienza sensoriale che sanno trasmettere. Colori, profumi e gusto …

“Le arti seguono l’evoluzione del loro tempo, perché sono specchio dell’intelligenza del mondo.” Cit. Lucio Fontana Lo scopo dell’arte è di rendere visibile l’invisibile veicolando un messaggio sociale. Dietro ogni opera c’è l’intenzione di cambiare, trasformare la materia al limite della provocazione. Come i grandi poeti, pittori anche lo chef sente la necessità di esibirsi con un linguaggio metaforico e primeggiare sugli altri.

“Le arti seguono l’evoluzione del loro tempo, perché sono specchio dell’intelligenza del mondo.” Cit. Lucio Fontana Lo scopo dell’arte è di rendere visibile l’invisibile veicolando un messaggio sociale. Dietro ogni opera c’è l’intenzione di cambiare, trasformare la materia al limite della provocazione. Come i grandi poeti, pittori anche lo chef sente la necessità di esibirsi con un linguaggio metaforico e primeggiare sugli altri.

L’intero progetto nasce dalla passione per la pittura. Non essendo in grado di pitturare il fotografo ha combinato l’arte da fioraio che gli permette di comporre la scena e l’amore per la fotografia creando in questo modo le splendide nature morte. Le sue opere sono ispirate alla pittura seicentesca di Caravaggio, che attraverso l’uso sapiente del chiaroscuro e di sapienti giochi di luce ridefinisce la composizione spaziale e da vita alle proprie creazioni.

L’intero progetto nasce dalla passione per la pittura. Non essendo in grado di pitturare il fotografo ha combinato l’arte da fioraio che gli permette di comporre la scena e l’amore per la fotografia creando in questo modo le splendide nature morte. Le sue opere sono ispirate alla pittura seicentesca di Caravaggio, che attraverso l’uso sapiente del chiaroscuro e di sapienti giochi di luce ridefinisce la composizione spaziale e da vita alle proprie creazioni.

«attente, ma come contristate» così Roberto Longhi definisce le nature morte di Fede Galizia , lo stesso si potrebbe dire della fotografia Mele cotogne di Manolo Tatti. L’immagine è pervasa dalla calma della monocromaticità dell’insieme. Le bucce bacate di marrone dei frutti maturi attenuano il contrasto chiaroscurale della scena. Lo strofinaccio, che cade seguendo un andamento serpentino, sembra salvare l’unica mela cotogna sana.

«attente, ma come contristate» così Roberto Longhi definisce le nature morte di Fede Galizia , lo stesso si potrebbe dire della fotografia Mele cotogne di Manolo Tatti. L’immagine è pervasa dalla calma della monocromaticità dell’insieme. Le bucce bacate di marrone dei frutti maturi attenuano il contrasto chiaroscurale della scena. Lo strofinaccio, che cade seguendo un andamento serpentino, sembra salvare l’unica mela cotogna sana.

Dal Barocco al Neorealismo,  da Caravaggio a Renato Guttuso in un’unica opera. Manolo Tatti, fotografo di Oristano, è riuscito in Esplosione di peperoncini a compiere un ponte di collegamento tra questi due grandi maestri della pittura italiana. Elemento di condivisione è la ricerca del vero, l’aderenza alla realtà così come appare senza alcun artificio pittorico.

Dal Barocco al Neorealismo, da Caravaggio a Renato Guttuso in un’unica opera. Manolo Tatti, fotografo di Oristano, è riuscito in Esplosione di peperoncini a compiere un ponte di collegamento tra questi due grandi maestri della pittura italiana. Elemento di condivisione è la ricerca del vero, l’aderenza alla realtà così come appare senza alcun artificio pittorico.

Pinterest
Search