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«Il pozzo» è l’esordio di Juan Carlos Onetti: scritto nel 1939, in un fine settimana in cui l’autore aveva smesso di fumare, viene tradotto ora per la prima volta in italiano.
Anche se ammette di non saperlo fare, Eladio Linacero decide di sedersi a raccogliere le sue memorie, perché «un uomo, quando arriva a quarant’anni, deve scrivere la storia della sua vita, soprattutto se gli sono capitate cose interessanti. L’ho letto non so dove».

«Il pozzo» è l’esordio di Juan Carlos Onetti: scritto nel 1939, in un fine settimana in cui l’autore aveva smesso di fumare, viene tradotto ora per la prima volta in italiano.
Anche se ammette di non saperlo fare, Eladio Linacero decide di sedersi a raccogliere le sue memorie, perché «un uomo, quando arriva a quarant’anni, deve scrivere la storia della sua vita, soprattutto se gli sono capitate cose interessanti. L’ho letto non so dove».

Il seguito del capolavoro di Cortázar, «Rayuela»: una storia caleidoscopica e multiforme, in cui l’azione può trascorrere simultaneamente a Parigi, Londra o Vienna, e i personaggi passano senza sforzo dal dialogo al monologo, in una continua ricerca di alternative esistenziali e letterarie. Un libro in cui il lettore diventa parte attiva della storia, portando la letteratura alle sue estreme conseguenze. Un libro che poi lo stesso Cortázar scrisse, un libro componibile: Componibile 62…

Il seguito del capolavoro di Cortázar, «Rayuela»: una storia caleidoscopica e multiforme, in cui l’azione può trascorrere simultaneamente a Parigi, Londra o Vienna, e i personaggi passano senza sforzo dal dialogo al monologo, in una continua ricerca di alternative esistenziali e letterarie. Un libro in cui il lettore diventa parte attiva della storia, portando la letteratura alle sue estreme conseguenze. Un libro che poi lo stesso Cortázar scrisse, un libro componibile: Componibile 62…

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, «L’invasione» è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. 
Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa: un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina.

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, «L’invasione» è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa: un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina.

Ti sembrerà strano che io riesca a raccontarti nei dettagli e con tale precisione i fatti di un'epoca così lontana. Lo penso anche io, un bambino di cinque anni che abbia una vita normale non potrebbe ricostruire con tanta fedeltà la propria infanzia. Noi due, Helena ed io, la ricordiamo come se fosse oggi e il perché non te lo so spiegare. Non ci sfuggiva niente, i gesti, le parole, i rumori, i colori, per noi era già tutto chiaro.

Ti sembrerà strano che io riesca a raccontarti nei dettagli e con tale precisione i fatti di un'epoca così lontana. Lo penso anche io, un bambino di cinque anni che abbia una vita normale non potrebbe ricostruire con tanta fedeltà la propria infanzia. Noi due, Helena ed io, la ricordiamo come se fosse oggi e il perché non te lo so spiegare. Non ci sfuggiva niente, i gesti, le parole, i rumori, i colori, per noi era già tutto chiaro.

Un grande abbraccio e baci a tutta la famiglia.

Un grande abbraccio e baci a tutta la famiglia.

La strada era lunga e in salita. In fondo vidi un pezzetto del campanile di una chiesa. Prima di mettermi in cammino verso il mondo mi accorsi che era già da molto tempo ormai che non ero più una bambina.

La strada era lunga e in salita. In fondo vidi un pezzetto del campanile di una chiesa. Prima di mettermi in cammino verso il mondo mi accorsi che era già da molto tempo ormai che non ero più una bambina.

Sì: eravamo occhio contro occhio, il suo mi piacque molto, era molto carino, nero, rotondo e molto brillante e la parte bianca era più bianca di quelli che c'erano nel convento. Un'altra cosa mi piacque, e cioè che il suo occhio sapeva ridere, sì, rideva tutto il tempo.

CCCP Fedeli alla linea - Affinitá - divergenze fra il compagno togliatti e noi

Vedemmo spuntare da dietro la chiesa un orribile mostro nero che avanzava verso il centro della piazza. Gli occhi enormi e aperti erano di un colore giallognolo e illuminavano metà piazza. Le persone si buttarono in ginocchio per terra e cominciarono a pregare e a farsi il segno della croce; una donna che aveva due bambini li coprì come fanno le galline con le uova. L’animale si fermò al centro della piazza e chiuse gli occhi. Era la prima automobile che entrava a Guateque.

Fiona Apple: Album: Extraordinary Machine: "Extraordinary Machine" "Get Him Back" "O' Sailor" "Better Version of Me" "Tymps "Parting Gift" "Window" "Oh Well" "Please Please Please" "Red Red Red" "Not About Love" "Waltz (Better Than Fine)"

«Come ti chiami?» «Come si chiama tua mamma?» «Come si chiama tuo papà?» «Da dove venite?» «Dove stavate andando?»

Regina Spektor - "Don't Leave Me (Ne Me Quitte Pas)" Official Music Video I think it's better than the 'Songs' version, and besides, the video clip is so cute!

Tre serrature, due grandi lucchetti, una catena e due grossi catenacci di legno chiudevano la prima porta che ci separava dal resto del mondo.

Tre serrature, due grandi lucchetti, una catena e due grossi catenacci di legno chiudevano la prima porta che ci separava dal resto del mondo.

In cento anni di vita, Ernesto Sabato ha scritto tre romanzi. «L’angelo dell’abisso», pubblicato nel 1973, è il più misterioso e composito, al tempo stesso politico (la dittatura argentina) ed esistenzialista (attraverso i tormenti dei suoi protagonisti, tra cui lo stesso Sabato). Racconti che s’intrecciano, articoli di giornale, personaggi apparsi nelle opere precedenti convergono in un’atmosfera dominata da tinte oscure, con un costante senso di oppressione e rari squarci di luce.

In cento anni di vita, Ernesto Sabato ha scritto tre romanzi. «L’angelo dell’abisso», pubblicato nel 1973, è il più misterioso e composito, al tempo stesso politico (la dittatura argentina) ed esistenzialista (attraverso i tormenti dei suoi protagonisti, tra cui lo stesso Sabato). Racconti che s’intrecciano, articoli di giornale, personaggi apparsi nelle opere precedenti convergono in un’atmosfera dominata da tinte oscure, con un costante senso di oppressione e rari squarci di luce.