Feltrinelli Editore

Feltrinelli Editore

1,678 followers
·
18 followers
http://www.feltrinellieditore.it/
Feltrinelli Editore
More ideas from Feltrinelli
Giorgio Falco, "Se avessimo mangiato il dolce". Sono le cinque di mattina, sulla Tangenziale ovest. Michele guida, sua moglie al fianco, il figlio che russa appena dal sedile posteriore. È il secondo sabato di agosto, e finalmente le vacanze sono a una manciata di ore di autostrada. C'è una piccola macchia, però. Una piccola macchia scivolosa d'imprevisto, ad attendere Michele.

Giorgio Falco, "Se avessimo mangiato il dolce". Sono le cinque di mattina, sulla Tangenziale ovest. Michele guida, sua moglie al fianco, il figlio che russa appena dal sedile posteriore. È il secondo sabato di agosto, e finalmente le vacanze sono a una manciata di ore di autostrada. C'è una piccola macchia, però. Una piccola macchia scivolosa d'imprevisto, ad attendere Michele.

Marco Rovelli, "L'assedio". “Dell'Avvenire” si chiama la via in cui vivi. Lavori, sempre. Ti mantieni in disparte da tutti, attendi il caporale all'ombra. Vai in silenzio, quando riesci, a mandare in Burkina Faso quei soldi che sono così pochi sotto il sole di Pianura, ma là sono un patrimonio. Vivi in una stanza con altre quattro persone, in un palazzo traballante. Non chiedi nulla, a nessuno. Non chiedi, eppure a te chiedono, pretendono. Una parola soltanto “Andatevene!”...

Marco Rovelli, "L'assedio". “Dell'Avvenire” si chiama la via in cui vivi. Lavori, sempre. Ti mantieni in disparte da tutti, attendi il caporale all'ombra. Vai in silenzio, quando riesci, a mandare in Burkina Faso quei soldi che sono così pochi sotto il sole di Pianura, ma là sono un patrimonio. Vivi in una stanza con altre quattro persone, in un palazzo traballante. Non chiedi nulla, a nessuno. Non chiedi, eppure a te chiedono, pretendono. Una parola soltanto “Andatevene!”...

Marosia Castaldi, "Paesaggio della stanza". Che sarà mai, una stanza? Eppure può racchiudere una vita, la tua vita, o avere una vita propria, fatta di pareti affrescate, pavimenti lucidati e mobili che trasudano l'odore del legno. Perché ogni piccolo oggetto, ogni dettaglio d'arredamento da qualche luogo proviene e in qualche luogo sarà domani. E chi abbandona quella stanza, la sua stanza, di quello spazio porterà comunque sempre qualcosa con sé: che sia la scrivania perfetta trovata...

Marosia Castaldi, "Paesaggio della stanza". Che sarà mai, una stanza? Eppure può racchiudere una vita, la tua vita, o avere una vita propria, fatta di pareti affrescate, pavimenti lucidati e mobili che trasudano l'odore del legno. Perché ogni piccolo oggetto, ogni dettaglio d'arredamento da qualche luogo proviene e in qualche luogo sarà domani. E chi abbandona quella stanza, la sua stanza, di quello spazio porterà comunque sempre qualcosa con sé: che sia la scrivania perfetta trovata...

Roberto Ferrucci, "Sentimenti decisivi". Com'è per un uomo aspettare un figlio all'età in cui Maradona è già nonno? Un sentimento racchiuso nella precarietà di un gesto lieve e magico: una preziosa bottiglia sostenuta appena tra due dita, il più saldo forziere che un degustatore raffinato potrebbe mai trovare. Lo stesso gesto che racchiude e protegge, in un cerchio, il ventre di Teresa, che si prepara a crescere.

Roberto Ferrucci, "Sentimenti decisivi". Com'è per un uomo aspettare un figlio all'età in cui Maradona è già nonno? Un sentimento racchiuso nella precarietà di un gesto lieve e magico: una preziosa bottiglia sostenuta appena tra due dita, il più saldo forziere che un degustatore raffinato potrebbe mai trovare. Lo stesso gesto che racchiude e protegge, in un cerchio, il ventre di Teresa, che si prepara a crescere.

[...]qualcuno ha steso, lungo l’intera ampiezza del tetto, robusti teli di vari colori. Dal breve rettilineo prima della curva, la costruzione balza all’occhio rivelando come uno strano connubio tra una tenda coloratissima e un fortino pronto a difendersi dai curiosi.

[...]qualcuno ha steso, lungo l’intera ampiezza del tetto, robusti teli di vari colori. Dal breve rettilineo prima della curva, la costruzione balza all’occhio rivelando come uno strano connubio tra una tenda coloratissima e un fortino pronto a difendersi dai curiosi.

«Metter al centro della mia ultima fatica lo scrittore di Prato, nonché proprietario di un’azienda divorata dalla globalizzazione e svenduta è un modo per mantenere la memoria del lavoro, del sacrificio, della fatica di impegnarsi in una scommessa. Ho dedicato il romanzo anche a Francesco Guccini perché, andando a Pàvana a trovarlo, ho incontrato sulla mia strada la casa che dà il titolo al nuovo racconto»

Mauro Corona "Come Cervantes non accetto gioghi"

Il facoltoso industriale della seta fu  preso dalla “malinchetudine”, struggente sensazione di malinconia e solitudine.

Il facoltoso industriale della seta fu preso dalla “malinchetudine”, struggente sensazione di malinconia e solitudine.

D’inverno la neve copriva il tetto  arcobaleno, i teli non si notavano più, la valle s’ammantava di silenzio.

D’inverno la neve copriva il tetto arcobaleno, i teli non si notavano più, la valle s’ammantava di silenzio.

“Con me i cinesi non vinceranno mai,”  si vantava. Ma quando incontrava gli amici di San Marcello Pistoiese metteva in dubbio tutto, persino l’intelligenza. Vedeva i loro volti scolpiti con l’accetta, rifiniti a pennato, tostati dal sole, forti di fatiche, segnati da lavori pesanti. Erano uomini sereni.

“Con me i cinesi non vinceranno mai,” si vantava. Ma quando incontrava gli amici di San Marcello Pistoiese metteva in dubbio tutto, persino l’intelligenza. Vedeva i loro volti scolpiti con l’accetta, rifiniti a pennato, tostati dal sole, forti di fatiche, segnati da lavori pesanti. Erano uomini sereni.

L’industriale della seta provava un certo imbarazzo al cospetto degli amici. Quelli erano fermi lì a difendere, per quanto possibile, il loro paese, a migliorarlo. Erano impiantati là, come larici sui costoni, tra disagi e fatiche, a tirare avanti l’esistenza coi denti. Lui invece se n’era andato giovanissimo, appena maggiorenne, a cercare quella fortuna che il paese non prometteva – che soprattutto non dava –, e l’aveva trovata. A Prato era l’unico imprenditore a  tener testa ai cinesi.

L’industriale della seta provava un certo imbarazzo al cospetto degli amici. Quelli erano fermi lì a difendere, per quanto possibile, il loro paese, a migliorarlo. Erano impiantati là, come larici sui costoni, tra disagi e fatiche, a tirare avanti l’esistenza coi denti. Lui invece se n’era andato giovanissimo, appena maggiorenne, a cercare quella fortuna che il paese non prometteva – che soprattutto non dava –, e l’aveva trovata. A Prato era l’unico imprenditore a tener testa ai cinesi.

L’uomo, sui sessanta, facoltoso industriale della seta in quel di Prato, percorreva ogni tanto quella strada. Viveva un po’ a Bologna e un  po’ a Firenze, anche se i suoi affari fiorivano laggiù,  nella città conquistata dai cinesi. Proprio così: conquistata.

L’uomo, sui sessanta, facoltoso industriale della seta in quel di Prato, percorreva ogni tanto quella strada. Viveva un po’ a Bologna e un po’ a Firenze, anche se i suoi affari fiorivano laggiù, nella città conquistata dai cinesi. Proprio così: conquistata.

Ma la visione che rallegra il cuore, passandovi accanto, sono due comignoli che sempre fumano, estate e inverno, giorno e notte, in tutte le stagioni. Stanno lassù, impiantati sul tetto rammendato, come gnomi che sbuffano col cappello storto.

Ma la visione che rallegra il cuore, passandovi accanto, sono due comignoli che sempre fumano, estate e inverno, giorno e notte, in tutte le stagioni. Stanno lassù, impiantati sul tetto rammendato, come gnomi che sbuffano col cappello storto.

Stanley Booth, "Le vere avventure dei Rolling Stones", Varia.

Stanley Booth, "Le vere avventure dei Rolling Stones", Varia.