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«Il mezzo quindi non è la rete, ma quello che vi si produce. Dunque ecco la sequenza che si dipana nella sintesi "il mezzo è il messaggio": il medium è tecnologia, in quanto protesi del corpo umano, dunque il corpo dell'essere umano - di nuovo accresciuto di se stesso come artificio - è il messaggio. Anzi, dato che il corpo umano, tanto più se cibernetico, è un campo di relazioni in atto con altri corpi, fatti di altra carne al lavoro dentro il riprodursi del mondo, la relazione è il…

«Il mezzo quindi non è la rete, ma quello che vi si produce. Dunque ecco la sequenza che si dipana nella sintesi "il mezzo è il messaggio": il medium è tecnologia, in quanto protesi del corpo umano, dunque il corpo dell'essere umano - di nuovo accresciuto di se stesso come artificio - è il messaggio. Anzi, dato che il corpo umano, tanto più se cibernetico, è un campo di relazioni in atto con altri corpi, fatti di altra carne al lavoro dentro il riprodursi del mondo, la relazione è il…

WAX UP su impianti e relativa struttura realizzata in zirconia #tecnologia #biocompatibile #sorriso #protesifissa

WAX UP su impianti e relativa struttura realizzata in zirconia #tecnologia #biocompatibile #sorriso #protesifissa

«Ma il supremo abuso che l'uomo fa tardivamente della propria ragione domanda un ultimo sacrificio: la ragione, l'intelligibile, il suolo stesso su cui si tiene, l'uomo deve rigettarli; in sé Dio deve morire, é il fondo del terrore, l'estremo dove soccombe. L'uomo non può trovarsi che a condizione, incessante, di sottrarre se stesso all'avidità di possesso che lo soffoca»  georges bataille, progetto di prefazione a "il colpevole" http://phonk.it/30x

«Ma il supremo abuso che l'uomo fa tardivamente della propria ragione domanda un ultimo sacrificio: la ragione, l'intelligibile, il suolo stesso su cui si tiene, l'uomo deve rigettarli; in sé Dio deve morire, é il fondo del terrore, l'estremo dove soccombe. L'uomo non può trovarsi che a condizione, incessante, di sottrarre se stesso all'avidità di possesso che lo soffoca» georges bataille, progetto di prefazione a "il colpevole" http://phonk.it/30x

(...) "E allora furono il cinema e la radio - come macchine produttrici di simulacri di massa più prossimi all'apparire del mondo esterno- a rispondere al crescente disagio delle relazioni testuali e territoriali fondate soltanto sull'interfaccia tra scrittura e lettura" (p. 65)(.fine)

(...) "E allora furono il cinema e la radio - come macchine produttrici di simulacri di massa più prossimi all'apparire del mondo esterno- a rispondere al crescente disagio delle relazioni testuali e territoriali fondate soltanto sull'interfaccia tra scrittura e lettura" (p. 65)(.fine)

«In queste forme di comunicazione in cui è la natura tecnologica del mezzo a essersi aperta verso la quantità degli utenti e di conseguenza verso la qualità dei contenuti, le piattaforme dei media di massa hanno 'toccato' da sempre la zona dei barbari, le cose che si credono mute e inerti. Ricordarsi che McLuhan ha definito 'tattile' la visione televisiva. È il 'tocco' che strega l'apprendista stregone: le cose toccate, animate, prendono a 'danzare' da sole» (1 di 2)

«In queste forme di comunicazione in cui è la natura tecnologica del mezzo a essersi aperta verso la quantità degli utenti e di conseguenza verso la qualità dei contenuti, le piattaforme dei media di massa hanno 'toccato' da sempre la zona dei barbari, le cose che si credono mute e inerti. Ricordarsi che McLuhan ha definito 'tattile' la visione televisiva. È il 'tocco' che strega l'apprendista stregone: le cose toccate, animate, prendono a 'danzare' da sole» (1 di 2)

«Riferendosi ad una miniatura contenuta in una Bibbia ebraica del XIII secolo raffigurante il banchetto messianico nell’ultimo giorno, Giorgio Agamben introduce il suo importante saggio interrogandosi sul motivo per cui i giusti vengano lì raffigurati con delle teste d’animale e lancia l’ipotesi che "l’artista […] abbia inteso significare che, nell’ultimo giorno, i rapporti fra gli animali e gli uomini si comporranno in una nuova forma e l’uomo stesso si riconcilierà con la sua natura…

«Riferendosi ad una miniatura contenuta in una Bibbia ebraica del XIII secolo raffigurante il banchetto messianico nell’ultimo giorno, Giorgio Agamben introduce il suo importante saggio interrogandosi sul motivo per cui i giusti vengano lì raffigurati con delle teste d’animale e lancia l’ipotesi che "l’artista […] abbia inteso significare che, nell’ultimo giorno, i rapporti fra gli animali e gli uomini si comporranno in una nuova forma e l’uomo stesso si riconcilierà con la sua natura…

«Il sacrificio è un romanzo, un racconto, illustrato in maniera cruenta. O meglio, è una rudimentale rappresentazione teatrale, un dramma ridotto all’episodio finale, in cui la vittima animale o umana recita da sola, ma fino alla morte. Il rito è la rappresentazione, ripresa a date fisse, di un mito, ossia in sostanza della morte di un dio/Tutto indica che i primi uomini erano più vicini di noi agli animali; li distinguevano forse da se stessi, ma non senza un dubbio misto a terrore e…

«Il sacrificio è un romanzo, un racconto, illustrato in maniera cruenta. O meglio, è una rudimentale rappresentazione teatrale, un dramma ridotto all’episodio finale, in cui la vittima animale o umana recita da sola, ma fino alla morte. Il rito è la rappresentazione, ripresa a date fisse, di un mito, ossia in sostanza della morte di un dio/Tutto indica che i primi uomini erano più vicini di noi agli animali; li distinguevano forse da se stessi, ma non senza un dubbio misto a terrore e…

"Non a caso, la scrittura - come piattaforma espressiva vincolata a una forma di fruizione singola ma strutturata da apparati di distribuzione molto estesi - già alla fine dell'Ottocento è arrivata essa stessa a costituire un ostacolo, un disturbo. (...) Il medium individuale della lettura, pur moltiplicandosi su scale sempre più grandi, non avrebbe potuto più sostenere il grande sovraccarico culturale delle forme di comunicazone collettiva richieste da sistemi di mercato sempre +estesi" (p…

"Non a caso, la scrittura - come piattaforma espressiva vincolata a una forma di fruizione singola ma strutturata da apparati di distribuzione molto estesi - già alla fine dell'Ottocento è arrivata essa stessa a costituire un ostacolo, un disturbo. (...) Il medium individuale della lettura, pur moltiplicandosi su scale sempre più grandi, non avrebbe potuto più sostenere il grande sovraccarico culturale delle forme di comunicazone collettiva richieste da sistemi di mercato sempre +estesi" (p…

La figura del barbaro è il fantasma del nostro tempo. (...) Ora, la sensibilità anti-moderna, anti-umanistica e anti-occidentale dell’autore s’è tanto radicalizzata da vedere nelle forme espressive della società delle reti l’emergere di una barbarie che non può essere  più riportata dentro le cornici del razionalismo strumentale delle tradizioni moderne. Invece di potere essere emancipata, controllata o rifiutata dalle religioni dei civilizzatori (...) http://phonk.it/30j

La figura del barbaro è il fantasma del nostro tempo. (...) Ora, la sensibilità anti-moderna, anti-umanistica e anti-occidentale dell’autore s’è tanto radicalizzata da vedere nelle forme espressive della società delle reti l’emergere di una barbarie che non può essere più riportata dentro le cornici del razionalismo strumentale delle tradizioni moderne. Invece di potere essere emancipata, controllata o rifiutata dalle religioni dei civilizzatori (...) http://phonk.it/30j

(segue) "La loro abbondanza di relazioni mediali stava esplodendo nella testa del lettore: un corpo, il suo, che, al di là delle proprie facoltà alfabetiche, stava vivendo sempre più immerso nella sovrabbondanza sensoriale dei linguaggi collettivi della metropoli, nella sua piattaforma polifonica" (continua)

(segue) "La loro abbondanza di relazioni mediali stava esplodendo nella testa del lettore: un corpo, il suo, che, al di là delle proprie facoltà alfabetiche, stava vivendo sempre più immerso nella sovrabbondanza sensoriale dei linguaggi collettivi della metropoli, nella sua piattaforma polifonica" (continua)

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