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Jane Love
Jane Love • 2 years ago

La fortuna di questa maschera napoletana, che gli studiosi di teatro considerano come una varietà meridionale del carattere di Pantalone, deriva da un caso difficilmente spiegabile: l’accento di Bisceglie, con una cantilena leggermente lamentosa, desta alle orecchie dei napoletani una irrefrenabile ilarità. Per interi secoli è bastato che sui manifesti degli spettacoli apparisse lo striscione « con Pancrazio, il Bisceqliese » per assicurare il tutto esaurito.

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Pantalone, nata a metà del secolo XVI, quella di Pantalone é una fra le maschere più antiche della commedia dell'arte. Una maschera tipicamente veneziana e si esprime sempre nel dialetto di Venezia. Pantalone è chiamato il Magnifico ed è un ricco mercante che in passato ha accumulato una fortuna con i traffici ed il commercio e che ora con un po' più di anni addosso, amministra i suoi averi con una tale parsimonia che, qualcuno non a torto, scambia per spilorceria.

Scaramouche Da un personaggio napoletano chiamato Scaramuccia, cioè piccola battaglia, pauroso e millantatore, l’ultimo e il più comico della serie dei Capitani, i comici italiani avvicendatisi alla corte di Francia derivarono la figura di Scaramouche, sedicente signore di contrade mai esistite sulla carta geografica, nobile non meno di Carlo Magno e ricco almeno quanto un suo bisavolo di nome Creso, ladro, poltrone, furfante, amico e rivale di Pulcinella in una gara di frottole e di ribalderie.

Il Siciliano Peppe Nappa, maschera di un Pierrot esile, delicato, con un costume azzurro pallido, che sembra uscito da un quadro di Watteau. Il carattere del Pagliaccio, i cui primi lineamenti già si potrebbero rilevare nelle figure di Bertoldo. Bertoldino e Cacasenno, i protagonisti del famoso libretto di Giulio Cesare Croce, dai quali trassero motivi la maschera di Pierrot in Francia e il clown da circo in Inghilterra.

Il motivo centrale di un dramma, una tragedia, una farsa, è tradizionalmente una vicenda d’amore, al punto che nel teatro delle maschere i due protagonisti, il giovane amoroso e la giovane amorosa, appaiono del tutto caratterizzati dal loro sentimento e a null’altro impegnati che a realizzare. scavalcando ogni ostacolo, il sogno della loro esistenza

È la maschera più nota della Commedia dell'Arte. Di probabile origine francese era il personaggio del demone nella tradizione delle favole francesi medievali, nel Cinque-Seicento divenne maschera dei Comici dell'Arte, con il ruolo del "secondo Zani" il servo furbo e sciocco, ladro, bugiardo e imbroglione, in perenne conflitto col padrone e costantemente preoccupato di racimolare il denaro per placare il suo insaziabile appetito.

Quel carattere, sempre in età piuttosto avanzata, astuto nell’avarizia, ma stolido nella presunzione, che a Bologna si espresse nella figura del dottor Ballanzone e che a Venezia raggiunse, con Pantalone dei Bisognosi, una figura quasi d’eroe nazionale della Serenissima, ebbe una prima fugace apparizione in Italia nella maschera di Cassandro, creata nel 1580 dalla Compagnia dei Gelosi, col nome di Cassandro da Siena.

Fra le maschere che ripetevano il tipo del Capitano burbanzoso e millantatore, e che divennero popolarissime nel teatro europeo del primo Seicento, quando il continente era percorso dalle soldatesche spagnole, Spezzaferro incontrò soprattutto il gusto dei francesi, per la sua comicità venata di tristezza. Lo presentò per la prima volta a Parigi l’italiano Giuseppe Bianchi, giunto nel 1639 con una compagnia di comici improvvisatori.

Il nome di Colombina compare per la prima volta nella Compagnia degli Intronati verso il 1530, ma a far di esso il nome di una maschera vera e propria sarà qualche decennio più tardi l’attrice italiana Carla Biancolelli, moglie dell’attore Pierre Lenoir, che recitava nella compagnia di Moliere

NARCISINO Le popolari maschere di Brighella in Italia e di Scapino in Francia sono espressioni di un carattere di valletto cinico e intrigan...

Due opposti caratteri che si ritroveranno poi comicamente fusi nella maschera di Pulcinella, figurano già nelle atellane, rappresentazioni improvvisate che i Romani introdussero intorno all’anno 540 Maccus. temperamento vivo, spiritoso, un po’ feroce, e Bucco, adulatore, fanfarone, vile, e poco rispettoso della proprietà altrui. Particolarità di questi antichi personaggi era I‘imitazione delle stridule voci degli uccelli, donde il soprannome di pullus gallinaceus dal quale derivò Pulcinella