Discover and save creative ideas

    Questo scrisse Cesare Pavese il 27 Agosto 1950 prima di suicidarsi: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi»

    3y

    9 comments

    • zuzzu rellona

      L'ultimo messaggio di Cesare Pavese Il biglietto che lo scrittore Cesare Pavese lasciò nella camera dell'albergo Roma di Piazza Carlo Felice, a Torino, prima di suicidarsi ingerendo più di dieci bustine di sonnifero, il 27 agosto del 1950

    • ZeugmaPad Racconti

      Cesare Pavese - biglietto lasciato nella camera dell'albergo Roma di Piazza Carlo Felice, a Torino, prima di ingerire più di dieci bustine di sonnifero, il 27 agosto del 1950

    • Cinzia in Abruzzoland

      Last signing of Cesare Pavese, in the bottom of the farewell phrase «I forgive everyone and everyone I ask forgiveness. Okay? Do not gossip too much.» annotated on the first page of his book Dialogues with Leucò. The book was found on the nightstand in the Hotel Roma, in Turin, where Pavese committed suicide August 27, 1950.

    • Anna Castellari

      Non fate troppi pettegolezzi - Cesare Pavese

    • filippomarino

      Cesare Pavese, la lettera del suicidio

    • Lorenzo Di Palma

      Il messaggio d'addio di Cesare Pavese

    • Beatrice Bi

      La nota di suicidio di Cesare Pavese.

    • Nicola Focci

      L'ultimo messaggio di Cesare Pavese

    People also love

    Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in provincia di Cuneo, dove il padre, cancelliere del tribunale di Torino, aveva un podere... Logorato, stanco, ma in fondo perfettamente lucido si toglie la vita in una camera dell'albergo Roma di Torino ingoiando una forte dose di barbiturici. E' il 27 agosto del 1950. Solo un'annotazione, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono...».

    Il mestiere di vivere, Cesare Pavese

    Lavorare stanca di Cesare Pavese

    Tullio Pericoli Cesare Pavese

    Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre. Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram. - Marcovaldo, Italo CALVINO

    Cesare Pavese

    Cesare Pavese

    La letteratura è una difesa contro le offese della vita. Cesare Pavese Il mio scrittore preferito.

    La luna e i falò - Cesare Pavese

    Wonderful Clouds by Joe Kral, via Flickr

    "Nel tempo di questo infinito minimo, che è l’intervallo fra il mio ora e il nostro allora, ti dico arrivederci e fischietto Yesterday e Guaglione. Ho posato il mio pullover sulla poltrona accanto alla mia come quando andavamo al cinema e aspettavo che tu tornassi con le noccioline” (Antonio Tabucchi, "I Volatili del Beato Angelico")

    Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi: Il dottor Pereira è un giornalista di Lisbona che dirige la pagina culturale di un modesto giornale di regime nel Portogallo salazarista alla fine degli anni trenta. Disilluso e distaccato dalla realtà, finirà, dopo essere entrato in contatto con un gruppo di militanti antifascisti, per schierarsi apertamente contro il regime.

    La casa in collina, Cesare Pavese

    Cesare Pavese - Can Yayınları

    The Moon and the Bonfires by Cesare Pavese

    Ho sceso,dandoti il braccio, almeno un milione di scale...(Eugenio Montale)

    Dialoghi con Leucò - Cesare Pavese

    Italo Calvino legge il suo romanzo Palomar...

    Non c’è niente di più comico dell’infelicità. Samuel Beckett