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Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in provincia di Cuneo, dove il padre, cancelliere del tribunale di Torino, aveva un podere... Logorato, stanco, ma in fondo perfettamente lucido si toglie la vita in una camera dell'albergo Roma di Torino ingoiando una forte dose di barbiturici. E' il 27 agosto del 1950. Solo un'annotazione, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono...».

Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre. Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che proprio lì prendeva ogni mattina il tram. - Marcovaldo, Italo CALVINO

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Cesare Pavese, La luna e i falò

La luna e i falò - Cesare Pavese

La letteratura è una difesa contro le offese della vita. Cesare Pavese Il mio scrittore preferito.

"Nel tempo di questo infinito minimo, che è l’intervallo fra il mio ora e il nostro allora, ti dico arrivederci e fischietto Yesterday e Guaglione. Ho posato il mio pullover sulla poltrona accanto alla mia come quando andavamo al cinema e aspettavo che tu tornassi con le noccioline” (Antonio Tabucchi, "I Volatili del Beato Angelico")